Léa dedicata a Chéri, di Colette

lunedì 13 dicembre 2010

IL BUS SI E' FERMATO, di Tabish Khair - Nova Delphi



su www.novadelphi.it: http://www.novadelphi.it/component/djcatalog2/item/6-tabishkhair/9-il-bus-si-e-fermato.html


È un’India per molti versi sconosciuta quella che emerge dalle pagine de Il bus si è fermato. Una terra affascinante nelle sue contraddizioni, sospesa tra tradizione e modernità. Un malfermo bus diventa palcoscenico di un’umanità bizzarra e vitale. Personaggi come l’autista Mangal Singh, che ripensa ai sogni irrealizzati mentre porta avanti un lavoro che non ama; Farhana, bellissimo eunuco, a tal punto delicato e femminile da ingannare anche le altre donne; Zeenat, serva spregiudicata e sensuale, maestra nell’arte dell’amore. Storie che compongono il mosaico reale e suggestivo di una terra che ci è concesso conoscere quasi fosse la prima volta. Khair racconta con linguaggio immediato e sguardo ironico un’India lontana dagli stereotipi, a tratti crudele ma prepotentemente vera.

giovedì 9 dicembre 2010

Le pietre di Rose per la collezione Natale 2010: Femmes pour les Femmes




UNA LUNGA STRADA DA FARE, di Peter S. Beagle - MATTIOLI1885




Peter e Phil sono giovani artisti, condividono un’infanzia ebraica nei quartieri del Bronx, la passione per la musica, Tolkien, le canzoni di Brassens e gli scooter. Partono così per un viaggio in scooter da New York alla California che li vede osservatori stupiti e ironici di un paesaggio sognante. In uno dei suoi pochi testi autobiografici, Peter Beagle, allievo di Wallace Stegner e compagno di strada di autori come Larry McMurtry e Ken Kesey, svela tutto il suo umorismo jewish, la sua capacità affabulatoria e la passione per la musica, da sempre la sua seconda attività. Un mix esplosivo e caustico di avventure e gag.



Peter S. Beagle è nato nel 1939 a New York, da una famiglia di artisti, scrittori, musicisti e soprattutto pittori (i suoi zii erano i famosi fratelli Soyer). Ha pubblicato il suo primo romanzo a 21 anni. Ha lavorato come musicista, cantante e insegnante di scrittura creativa. Attualmente vive a Oakland in California e lavora a numerosi libri, fra cui un seguito del suo celebre L’Ultimo Unicorno.

venerdì 3 dicembre 2010

Collezione Natale 2010: SATIS-FLEUR



SATIS-FLEUR

SENZA COLPE, di Felice Cimatti - marcos y marcos



Nel Centro per lo studio della coscienza animale fanno strani esperimenti sugli scimpanzé.
Gli animali ne escono sconvolti, a volte gravemente feriti.
Il dottor Sauvage, scienziato senza scrupoli, vuole capire se in certe condizioni anche gli animali possono diventare crudeli come gli uomini.
Un giorno Sauvage scompare.
La sua auto è nel parcheggio del centro, ma di lui non c’è traccia.
L’ispettore Mark Soul varca i cancelli di quello strano carcere per animali.
Incrocia sguardi avviliti, vede zampe, così simili a mani, stringere le sbarre delle gabbie, sente le urla di uno scimpanzé ferito.
Ma cosa fate a queste povere bestie?, chiede a tutti, d’impulso.
Il silenzio che lo circonda è omertoso, risentito, nessuno sembra veramente interessato a parlare, soprattutto a far luce sulla scomparsa di Sauvage.
Poi, inaspettatamente, salta fuori un testimone.
Anzi, all’improvviso i testimoni sono tanti, tantissimi. Bastava cercarli, ma Soul è impaziente, e non è il suo unico difetto.
Soul dovrà imparare che prima di fare una domanda bisogna essere capaci di ascoltare, anche chi non ha niente da dire.


Senza colpa è un noir etologico che smaschera tutti e non assolve nessuno.






“All’improvviso si apre una porta, vedo un uomo e dietro di lui una fila di celle, occhi tristissimi che ti fissano, e mani pelose che stringono le sbarre, e per un attimo scorgo una scimmia che si dimena furiosa mentre viene portata via. Il suo sguardo si fermò su di me, ma senza davvero vedermi. Uno sguardo che mi aveva lasciato sconvolto e avvilito. Ecco, è proprio la parola giusta, avvilito, come se avessi fatto qualcosa, o visto qualcosa, che sarebbe stato meglio, molto meglio, che non avessi visto.”

IL MALINTESO, di Irène Némirovski - Adelphi





Attraverso l'apertura del soprabito tormentava nervosamente la collana di diamanti che portava al collo; (...) Avrebbe voluto strapparsi di dosso quelle pietre preziose, lanciarle a Yves e dirgli: "Prendile, basta che tu sorrida...". Ma come si fa a comprare la felicità? (...) (da Il malinteso - di Irène Némirovski - Adelphi)